Lo stato di salute degli italiani fotografato dal Primo Country Report Italia

In Primo Piano, Politica Sanitaria

“La sanità del futuro è compatibile con l’universalità delle cure solo a patto di un radicale recupero di efficienza in un contesto di immutata efficacia”.

Ne è convinto il professor Walter Ricciardi, Direttore Dipartimento Sanità Pubblica, Policlinico Universitario Agostino Gemelli, tra gli autori intervenuti alla presentazione dei dati del Country Report Italia 2013, il documento di studio ed analisi dello stato di salute degli italiani, condotto dall’Associazione di iniziativa Parlamentare e legislativa per la Salute e la Prevenzione, presieduta dal Senatore Antonio Tomassini, in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, diretta dallo stesso professor Ricciardi. “È necessario definire in maniera rigorosa, chiara e trasparente, i servizi che lo Stato può garantire ai cittadini attraverso la tassazione generale ed impegnarsi poi ad erogare effettivamente tali servizi a tutti gli Italiani, indipendentemente dalla regione di residenza. Queste prestazioni dovranno essere facilmente misurabili, in modo che ogni cittadino possa comprendere quali sono i suoi diritti ed essere in grado di esigerli. Ciò è particolarmente importante nelle fasce di popolazione più anziane, spesso ostaggio della propria condizione di fragilità”.  “Occorre rilanciare il dibattito sulla Sanità in Parlamento arrivando, se necessario, a riformare il Ssn così come istituito dalla legge 833/1978 e come da più parti evocato – ha dichiarato il Senatore Antonio Tomassini, presidente dell’Associazione di iniziativa Parlamentare e legislativa – che ha poi aggiunto: “ In futuro è lecito immaginarsi un Sistema Sanitario Nazionale che sia in grado di fornire nuovi modelli di assistenza sanitaria, con particolare attenzione alle cure primarie e alla continuità assistenziale ospedale/territorio, coinvolgendo nel ruolo di attivi protagonisti i medici di medicina generale con la copertura h24 sul territorio, anche con l’obiettivo di decongestionare le attività di emergenza/urgenza all’interno delle strutture ospedaliere. Questo Country Report – ha concluso Ricciardi, prima di dare la parola agli studiosi che ne hanno presentato e commentato i dati – il primo che l’Associazione di iniziativa parlamentare e legislativa per la salute e la prevenzione intende produrre ogni anno per i decisori italiani, rappresenta un sforzo per fornire dati, informazioni ed indicazioni precise a loro, ma anche a chi per motivi di studio, lavoro o di utilizzazione dei servizi sanitari, vuole comprendere ed orientarsi nella realtà del settore più complesso ed al contempo cruciale per lo sviluppo civile, sociale ed economico del nostro Paese”. Ma quale fotografia ci consegna il Country Report Italia 2013? Si confermano caratteristiche del nostro paese, la forte tendenza all’invecchiamento e, al contempo, livelli di fecondità totali tra i più contenuti tra i paesi europei. A livello nazionale, si registra la presenza di una persona di 65 anni ed oltre, ogni cinque residenti e poco più di una persona over 75 ogni dieci. Nel 2009, il Tasso di fecondità totale (Tft) presenta un valore inferiore al livello di sostituzione, circa 2,1 figli per donna. Il Tft è passato da 1,42 del 2008 a 1,41 del 2009 e le prime stime rispetto al 2010 sembrano confermare questo trend negativo. La popolazione risulta ancora caratterizzata da comportamenti fortemente a rischio che necessitano di interventi correttivi: analizzati tabagismo, alcol, eccesso ponderale, alimentazione e attività fisica.  Nel 2010, la quota di fumatori tra la popolazione di 14 anni ed oltre è pari a 22,8%. Lenta, ma in costante crescita, nel periodo 2001-2010, è la prevalenza di persone che hanno smesso di fumare, 20,2% vs 23,4%. Alcol: la prevalenza di consumatori a rischio negli adulti (19-64 anni) presenta un notevole svantaggio maschile (20,5% vs 5,3%) ed i consumi maggiori si registrano soprattutto nelle regioni settentrionali. Eccesso ponderale: si conferma un aumento progressivo negli anni (anni 2001-2010) di persone in sovrappeso 33,9% vs 35,6%; obesità 8,5% vs 10,3%. In generale, la quota di popolazione in condizione di sovrappeso o di obesità cresce con l’aumentare dell’età per poi diminuire lievemente negli anziani e risulta più diffusa tra gli uomini. Tra le malattie croniche, il diabete resta una delle principali cause di morbilità e mortalità nel nostro Paese e può essere ritenuto a tutti gli effetti una malattia sociale: secondo i dati dell’Annuario Statistico Italiano (edizione 2010) dell’Istituto Nazionale di Statistica, ne soffre il 4,9% degli italiani, pari a circa 2 milioni 960 mila persone. Sul fronte delle patologie cardio e cerebrovascolari, circa il 90% degli eventi ha cause ambientali note, eliminabili e modificabili semplicemente attraverso l’assunzione di corretti stili di vita. Allarmante il dato secondo cui, nel nostro Paese circa un terzo dei pazienti con infarto non viene trattato con terapia riperfusiva perché giunge troppo tardi in ospedale. Situazione ancora più drammatica per i pazienti affetti da ictus. I dati confermano i tumori quale seconda causa di morte dopo le malattie cardiocircolatorie, ma migliorano le percentuali di guarigione: il 61% delle donne ed il 52% degli uomini. Una sopravvivenza particolarmente elevata si registra per i tumori più frequenti come quello alla mammella (87%) ed alla prostata, 88%. Tale dato risulta favorito da una più alta adesione alle campagne di screening che consentono di individuare la malattia in uno stadio iniziale, oltre che alla maggiore efficacia delle terapie.

Da “SIC – Sanità in cifre”