La Pertosse … una malattia troppo spesso dimenticata!

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La pertosse, una infezione dell’apparato respiratorio altamente infettiva causata dal battere Bordetella pertussis, e’ ancora una  malattia molto diffusa in tutto il mondo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ci siano ancora 16.000.000 di casi ogni anno mentre l’americana Agenzia per il Conrtrollo delle Malattie (CDC) arriva adirittura a stimare tra i 30 e i 50 milioni di casi nel mondo con 300.000 morti correlate a questa patologia, sopratutto tra i bambini piu’ piccoli non vaccinati o che non hanno ancora completato il ciclo vaccinale.

Nel passato il massimo dell’incidenza della pertosse si aveva nei bambini tra i 5 e i 7 anni, l’età dell’ingresso in comunità. Nel 1940 venne introdotto il primo vaccino anti-pertosse negli USA e la situazione cambio’ radicalmente, l’incidenza della malattia e la mortalità crollarono. Ma dal 1995 il CDC evidenzio’ un aumento dei casi di pertosse, che divenne drammatico negli anni 2000, interessando soprattutto gli adulti e gli adolescenti, tanto che la distribuzione dei casi in riferimento all’eta’ si e’ completamente invertita.

Oggi la pertosse e’ una malattia degli adolescenti e dei giovani adulti, e sono loro che infettano ineonati e i lattanti che non sono stati ancora vaccinati o non hanno completato il ciclo vaccinale. Purtroppo la pertosse nei neonati e nei lattanti sotto i 6 mesi e’ una malattia seria che comporta un aumentato rischio di ospedalizzazione e anche di morte. In uno studio recentissimo americano su una epidemia di pertosse avvenuta nel 2010 nello stato della California viene evidenziato che il 72% dei casi che avevano avuto bisogno di ricovero ospedaliero riguardava lattanti con meno di 6 mesi di età, mentre i 10 casi di decessi riguardavano tutti neonati con meno di 2 mesi di vita. In Francia nel 2000 la pertosse e’ stata la prima causa di morte per infezione nei bambini con meno di 2 mesi. Si può quindi commentare che la pertosse non e’ più, o almeno non solo, una “malattia dei bambini”, ma li può fare molto male!

Ma questo come si spiega?

Semplicemente con il fatto che la vaccinazione non garantisce una copertura che dura tutta la vita, ma dopo 5-8 anni tende gradualmente a ridursi. Quindi la maggior parte dei soggetti vaccinati in età pediatrica (l’ultima dose di richiamo viene effettuata tra i 5-6 anni) in età adolescenziale gradualmente diventano nuovamente suscettibili e di conseguenza possono contrarre la malattia e diffonderla. Diventa quindi importante rivedere la strategia vaccinale per la pertosse. Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2012-2014 del Ministero della Salute prevede tra i suoi obbiettivi di vaccinare almeno il 90% degli adolescenti all’età di 14-15 anni per difterite-tetano-pertosse per adulti (dTpa). Comunque qualsiasi adulto, che sia stato vaccinato in età pediatrica e non abbia superato la malattia, può sottoporsi al vaccino combinato dTpa, soprattutto se per motivi professionali o famigliari può avere contattati con neonati e lattanti. Il momento opportuno potrebbe essere durante i richiami della vaccinazione antitetanica, che dovrebbero essere eseguiti ogni 10 anni.

Attualmente in Italia e’ disponibile in farmacia un vaccino che può essere utilizzato negli adulti, il nome commerciale e’ Boostrix.

Appena puoi chiedi un consiglio al tuo medico curante o al tuo pediatra.