Come rendere piacevoli i Prick test?

Medicina Generale

Soprattutto per il bambino (ma spesso anche per le mamme), l’esecuzione del test è fonte di ansia e conseguentemente di opposizione, talora anche vivace.

Per fronteggiare questa evenienza è stato elaborato un metodo che si basa sull’esecuzione di disegni schematici (il cagnolino, la casetta, la luna) da eseguire sugli avambracci del piccolo, parallelamente ai prick, coinvolgendolo nell’elaborazione di un racconto: ?ecco il suo cagnolino… questa è la sua casetta… e questa è la luna?mettiamo le goccine? ora prendiamo dei cucchiaini di plastica (le lancette)? e diamo da bere (si pricca) al bambino(a)… al cagnolino? alla luna, ecc.?

La serie dei disegnini deve sempre cominciare con un bambino o una bambina (è il soggetto) che ride (laddove il piccolo spesso sta piangendo).
Questo iniziale sdoppiamento si è rilevato molto salutare: al bambino preoccupato conviene identificarsi con il bambino che ride! Le sigle relative ad ogni estratto testato, segnato sulla cute, diventeranno ?il nome del bambino, il nome del gatto, il nome della compagna di scuola, ecc.?.
Naturalmente si potrà chiedere al bambino ?ed ora cosa disegniamo??

I disegni vanno eseguiti capovolti rispetto al pediatra, e cioè in modo che siano rivolti verso il bambino.
I risultati di questo gioco demedicalizzante raggiungono l’obiettivo nella stragrande maggioranza dei casi.
Quasi sempre i pazienti non vogliono che i disegnini siano cancellati, perché li vogliono mostrare al nonno o a un fratello o a scuola. A volte la memoria di una atto medico convertito in un gioco rimane per anni. Inutile aggiungere che anche i genitori risentono positivamente di questa pratica ansiolitica.

Tratto da “paginemediche.it” – Dr. Massimo Aschettino, dr. Paolo Siani – UOC Pediatria – Azienda Ospedaliera “A. Cardarelli”, Napoli

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