Come fare i Prick test.

Medicina Generale

La cute della zona scelta per l’esecuzione del test è abitualmente la faccia volare degli avambracci: e più precisamente 5 cm al di sopra del polso e 3 cm al di sotto dalla fossa antecubitale.

La cute non va pretrattata con disinfettanti o preparati topici (corticosteroidi, anti-H1).

Il test si esegue pungendo perpendicolarmente, senza determinare sanguinamento, la cute attraverso una goccia di ciascun estratto, con un particolare dispositivo (lancetta) che ha una punta molto sottile.

Non è un test doloroso, perché la puntura è molto superficiale.

È necessario usare una lancetta diversa per ciascun allergene, per evitare la contaminazione tra estratti diversi. Non è sufficiente pulire ogni volta l’ago dei prick per evitare falsi positivi da contaminazione!

La distanza minima tra un test ed un altro deve essere di almeno 2,5 cm altrimenti il risultato positivo di un test può influenzare l’esito del test vicino.
Eseguita la puntura, la soluzione allergenica può essere rimossa con un cotone, garza, carta evitando di mescolare tra loro le varie soluzioni, in modo che il bambino possa alzarsi, se lo desidera, o mettersi a disegnare, o essere visitato.

È obbligatorio eseguire un controllo negativo (in genere diluente dell’estratto allergenico, o glicerina) ed uno positivo (istamina 10 ng/mL in soluzione fisiologica glicerinata) se si sospetta la presenza rispettivamente di un dermografismo o di una iporeattività cutanea.

Tratto da “paginemediche.it” – Dr. Massimo Aschettino, dr. Paolo Siani – UOC Pediatria – Azienda Ospedaliera “A. Cardarelli”, Napoli

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